“Utilizzare le pagine di un quotidiano per farsi campagna elettorale, sfruttando l’onda populista del momento, snocciolando fra l’altro dati errati, è estremamente antidemocratico e scorretto. La consigliera Sara Marcozzi dovrebbe documentarsi prima di rilasciare esternazioni come quelle pubblicate oggi sul quotidiano “Il Centro”, volte ad attaccare in maniera strumentale il solo settore degli apparecchi da intrattenimento”.

Così Andrea Soriano, presidente della delegazione Sapar Abruzzo, commentando l’articolo pubblicato dall’edizione odierna del quotidiano “Il Centro” dal titolo Malati di gioco, l’Abruzzo maglia nera, a firma di Angela Baglioni.

 

“La demagogia della classe politica derivata dalla strumentalizzazione dei dati da parte dei mezzi d’informazione, continua ad avere conseguenze disastrose, sia dal punto di vista delle proposte normative che dal punto di vista degli spot elettorali assolutamente fuorvianti – prosegue Soriano -. Nonostante le numerose repliche continua quel cortocircuito che consiste nel pubblicare i dati basati sulla raccolta e non sulla spesa: infatti la vera spesa del cittadino è data dal giocato meno le vincite. Quindi in Abruzzo la spesa pro capite nel gioco lecito autorizzato dallo Stato, e non d’azzardo come viene erroneamente denominato, è pari a 350 euro annue e non 1500 euro come riportato nell’articolo. Parliamo di una differenza di 1150 euro, cifra importante soprattutto se utilizzata strumentalmente per attaccare continuamente e gettare fango sul solo settore delle slot”.

“Nell’articolo si citano dei dati contenuti nell’indagine condotta dal movimento 5 Stelle dal titolo “Game over”, studio di cui non si ha traccia e che avremmo piacere di visionare – prosegue il presidente di delegazione Sapar – visto l’utilizzo che se ne sta facendo. Alla consigliera Marcozzi, candidata alla presidenza della Regione Abruzzo, chiediamo e consigliamo un incontro con gli operatori della filiera, per capire e meglio comprendere le dinamiche del settore, che evidentemente non conosce bene; se ha a cuore il benessere e la salute dei cittadini dovrebbe sapere che laddove si vieta il gioco legale, il giocatore potenzialmente patologico si sposterà verso altre offerte, spesso più aggressive o addirittura illecite. Reintrodurre il distanziometro per le sale non risolverà il problema del Gap, quanto creerà dei ghetti relegati nelle periferie, facendo venir meno quel deterrente determinato dalla visibilità che invece si ha nei pubblici esercizi”.

Ricorda quindi Soriano che “le aziende del gioco legale e non d’azzardo, sono numerosissime nel territorio abruzzese come nel resto d’Italia, garantiscono occupazione, tra addetti diretti e indiretti, a migliaia di persone, e sono fonte di gettito erariale importante. La nostra disponibilità per instaurare un dialogo con gli amministratori comunali e regionali è massima: abbiamo sempre mostrato un forte senso civico e di responsabilità nei confronti di chi gioca. Mi auguro che tale sensibilità sia condivisa anche dalla consigliera Marcozzi”.