Al via la 46° edizione di Enada Roma, la storica fiera del gioco di Sapar, organizzata da IEG Italian Exhibition Group, che offre risalto alle novità, ai prodotti e alle nuove tecnologie presenti sul mercato.

La manifestazione, che si conferma punto di riferimento imprescindibile per il comparto, è stata inaugurata il 16 ottobre con il taglio del nastro  e la conferenza stampa di apertura sul tema “Dal Decreto Dignità alla Legge di Stabilità: quale futuro per il comparto del gaming?” che ha visto tra gli altri gli interventi diRaffaele Curcio, presidente di Sapar, e Paolo Dalla Pria, presidente di Sapar Service che ha voluto subito sottolineare  il grande lavoro svolto per “unire le forze e portare dentro questa fiera anche il settore dell’intrattenimento”. La tavola rotonda è stata moderata da Andrea Bassi, giornalista de Il Messaggero.

“Ringrazio Italian Exhibition Group per l’ottima organizzazione di Enada Roma e i rappresentanti di FEE, con cui stiamo collaborando per introdurre un’offerta ben chiara di gioco senza vincite in denaro”, ha detto Curcio, “purtroppo dobbiamo parlare dopo l’ennesima manovra che aumenta ulteriormente le tasse per chi lavora in questo settore che, ci si dimentica, è composto da piccole imprese. Si parla da anni di una riorganizzazione del settore gioco, ma nessun Governo ci è riuscito. Per farlo servirebbe una concertazione, ma non mi pare che neanche questo governo voglia dare prospettive al settore e ai giocatori. Si continua solo a tartassare la parte bassa della filiera, quella che fa il lavoro sporco. L’ultima bozza sottosegretario Pier Paolo Baretta scontentava tutti, tagliava solo le slot, non le macchine piú aggressive: era una riforma incisiva, ma non recepita dagli enti locali –  ha proseguito Curcio – . Questo governo ne ha ripreso dei passaggi, ma sempre con l’obiettivo di togliere le slot da tutti i locali pubblici”.

Il presidente Sapar ha quindi ribadito: “Il gioco con vincita in denaro negli ultimi anni ha avuto una deriva imprevista. Non risponde a esigenze delle aziende di avere benefici a medio lungo termine, né aiuterà i giocatori patologici.  Ci sono state quattro manovre in due anni, nel corso dei quali è aumentato il prelievo, ma è rimasto stabile il giocato. In questo modo si va contro le libertà del cittadino, lo stato dovrebbe calmierare come con tabacco e alcool, ma anche tutelare chi sceglie di giocare liberamente e riesce a farlo in maniera sana, altrimenti andiamo verso uno stato di polizia, che limita le libertá dei cittadini. L’aumento del Preu sposta solo l’offerta su altri canali, non è etico, è ipocrisia di Stato, si martella un settore, se ne favoriscono altri. Gli alleati di Governo da una parte vogliono contrastare le lobby, un’altra parte invece vuole tutelare le piccole e medie imprese. Forse il Governo non si è accorto che questo settore è formato da piccole e medie imprese, mentre si fa il gioco proprio di alcune lobby. Invece di preoccuparsi dei giocatori patologici, ci si interessa a come accaparrarsi i fondi destinati a questo tema, tra l’altro con un velo sui dati del fenomeno e del settore” ha concluso  Curcio.