“All’On. Mantero e al presidente Cairoli dico solo una cosa: sediamoci ad un tavolo di confronto, serio ed equilibrato, e discutiamo. Discutiamo di quale sia realmente la strada più congrua per tutelare i giocatori, le aziende e l’occupazione, senza continuare questa guerra fatta di attacchi reciproci che non porterà beneficio a nessuno. Dobbiamo iniziare un dialogo costruttivo con tutti gli operatori del settore”.

Così Raffaele Curcio, presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, commentando le recenti dichiarazioni dell’Onorevole pentastellato Matteo Mantero e del presidente e Ad di Lottomatica Fabio Cairoli.

“All’On. Mantero devo dire: il settore del gioco è un settore particolare – prosegue Curcio –, con dinamiche che devono essere approfondite con attenzione, sia per proteggere i giocatori patologici ma anche per non distruggere una filiera occupazionale e investimenti importanti effettuati su una normativa lecita. Questo governo e il precedente, prima di emanare una legge in materia di giochi, non hanno approfondito l’argomento e il settore, percependo superficialmente e solo in parte la complessità. Posso dire che i nostri non sono numeri tirati a caso, la filiera c’è con dati dichiarati e dimostrabili; così come è lapalissiano che il settore ha subito una riorganizzazione della rete di vendita tramite normative disorganiche e con tempistiche che non sono state rispettate, in barba agli investimenti delle aziende e dell’occupazione. Ma non voglio proseguire con questa continua guerra a distanza, per cui chiedo all’On. Mantero e a tutti i rappresentanti del governo: incontriamoci e discutiamone, solo con il confronto potranno chiarirsi situazioni confuse e particolarmente critiche”.

Il presidente Sapar interviene anche sulle dichiarazione rilasciate dal presidente di Lottomatica al quotidiano Il Messaggero: “Cairoli è alla guida di una grande multinazionale e quindi credo che avrà l’onestà intellettuale di ammettere che i concessionari hanno operato una dismissione che parte dal basso, danneggiando i piccoli gestori che hanno visto in molti casi azzerare il loro parco macchine. La riduzione dell’offerta di gioco, che ricordo essere per concessione statale e quindi ogni apparecchio presente negli esercizi e nelle sale è autorizzato dallo Stato, c’è stata ed è stata anche molto importante; e sarebbe potuta andare anche bene, se fatta con maggior criterio, perché noi come Sapar abbiamo sempre dichiarato che il numero di AWP presenti sul territorio era eccessiva. Ma questo eccesso di offerta è stata determinata dallo Stato, che ha aumentato il contingentamento per poter far sì che ulteriori operatori accedessero ai bandi di gara”.

Conclude quindi Curcio: “Basta farsi la guerra e accusarsi a vicenda, serve una riforma equilibrata di tutte le offerte di gioco per tutelare realmente il giocatore potenzialmente patologico e non salvare solo alcuni giochi in mano ad aziende forti economicamente, mettendo in ginocchio la piccola e media industria del settore, che ha pari dignità lavorativa. Sediamoci ad una tavolo e discutiamone per il bene sociale comune”.