Guerra assurda contro le sole slot dei pubblici esercizi (bar e tabaccherie)
Signor direttore,

le scrivo in merito al servizio: ” La ludopatia è un’emergenza sociale che coinvolge milioni di persone di ogni età” su Fuori TG RAI3 del 4 giugno u.s.

Ascoltando la trasmissione” pare che le uniche colpevoli dei problemi legati ai giochi e al GAP (disturbo da gioco patologico) siano le sole slot dei bar, ignorando il fatto che le restrizioni imposte da regioni e comuni non risolvono il problema delle patologie ingenerate dalla diffusione di tutti i giochi.

 

Così Eugenio Bernardi, vice presidente dell’Associazione Nazionale Sapar (servizi pubbliche attrazioni ricreative), che raduna oltre 1700 aziende di gestione, produzione e costruzione di apparecchi da intrattenimento, commentando il servizio del Fuori TG Rai3 e relativo alle problematiche concernenti le patologie legate al gioco.

“Il mio pensiero è quello di un imprenditore che da 37 anni opera nel settore, prima con i videogiochi e i flipper (ormai in disuso causa giochi su smartphone e consolle varie) ora anche con le AWP o slot dei bar che dal 2004 lo Stato ha legiferato per eliminare le migliaia di videopoker diffusi sino a quel momento – prosegue Bernardi -.

Eppure gli imprenditori del gioco legale sempre più spesso vengono additati come “male assoluto”; addirittura nel vostro servizio definite le slot (termine generico) “macchinette infernali” riferito soprattutto agli apparecchi presenti nei bar, senza distinguerne la differenza fra le AWP e VLT delle sale dedicate o slot on line ecc.ecc.

Le rammento che le AWP o slot dei bar,  funzionano  a 1 € di giocata ( in moneta metallica), massimo 100 € di vincita  ( in moneta metallica), attraverso un ciclo chiuso di massimo 140 mila partite ( normalmente non superano però le 40 mila), un tempo di gioco minimo di una partita perdente di 4 secondi e una percentuale minima di vincita imposta del 70% ( su appunto un ciclo che non supera le 40 mila partite), una tassa che va allo Stato (Preu) pari al 19%+ un canone che va ai monopoli pari allo 0,3% + ulteriore canone per i concessionari di Stato pari a 0,5%  ed infine un costo di rete, variabile a seconda dei casi, per un totale pari al 67,79 % di tassazione. Oltre a ciò le imprese di gestione devono pagare poi le proprie tasse, Irpef, ecc.ecc.”

Cosa ben diversa dalle VLT,  diffuse nelle circa 5mila sale slot o sale dedicate (bingo e sale scommesse) , che consistono in terminali collegati alla rete che constano di cicli di oltre 5milioni almeno di partite, una giocata variabile fino a 10 €, l’introduzione di sole banconote fino a 500 €, promessa di vincita dai 5 mila € fino ai jackpot di sala da 100 mila € e jackpot nazionale da 500 mila €, nessun tempo minimo di gioco, percentuale di vincita dell’85% sul vinto ma non sul realmente ritirato dalla riscossione dei tickets di  vincita, Preu al 6% e con problemi segnalati da UIF – Banca d’Italia per il rischio di riciclaggio di denaro”.

Prosegue quindi il vice presidente nazionale: “Nello specifico si punta il dito solo e sempre contro le AWP o Slot dei bar dimenticando tutte le altre offerte di gioco che pur di sfuggita avete accennato nel servizio.

Il proibizionismo nei confronti delle sole slot non risolverà il problema delle patologie legato al gioco, anzi, non farà altro che spostare il giocatore verso altre offerte; le ricordo  a proposito la situazione da voi citata della Regione Piemonte, dove una volta eliminate le sole slot i giocatori si sono spostati su altri giochi (Gratta&Vinci e sale VLT), ed è aumentato il gioco irregolare. Ma soprattutto centinaia di imprese di gestione e produzione sono ferme e prossime ormai alla chiusura.

Certamente le AWP o slot dei bar sono diffuse e il servizio insinua che hanno dei software costruiti per “fregare” o incentivare il giocatore: tuttavia tale affermazione non è veritiera e deriva dalla scarsa conoscenza di questa tipologia di apparecchi legali, certificati e controllati dallo Stato tramite SOGEI/ADM”.

Per spiegarci meglio possiamo dire che le Awp (Amusement With Prizes) sono un gioco da intrattenimento a premio, predominante in Inghilterra, Spagna e anche in Germania e Olanda, che consiste tradizionalmente in 3, 4 o 5 ruote sulle quali sono stampati dei simboli; le varie combinazioni di simboli danno luogo a diversi livelli di vincita, oppure alla possibilità di accedere ad ulteriori giochi specifici, che offrono premi variabili.

Il termine è applicato in campo internazionale a qualsiasi gioco a premio in denaro con software residente su scheda o computer.

 

Prosegue Bernardi: “Mi capita spesso di dover spiegare perché la maggior parte delle Awp non sono completamente ‘random machines’, ovvero degli apparecchi che erogano vincite in modo puramente casuale, a differenza delle slot da casinò che, al contrario, sono ‘randomiche’ allo stato puro; anche per legge, le VLT o videolottery hanno un sistema (RNG) Random Number Generator certificato che deve essere almeno di 5 milioni di partite.

Che cosa significa precisamente il termine “random”? A voler trovare una traduzione, bisognerebbe dire “casuale”: un evento “random” è un evento che ha una certa probabilità di accadere che però non dipende da quanto accaduto prima.

La maggior parte degli apparecchi a premio europei tipo AWP, non sono completamente random. Perché? Perché le leggi permettono, o addirittura esigono, che non siano random?

Le AWP o comma 6/a del 110 Tulps sono apparecchi che avendo parametri fissi e risultati altrettanto fissi da conseguire; per questo tali apparecchi non sono ‘randomici’ ma parzialmente controllati, al fine di mantenere quei parametri precedentemente descritti che si potrebbero definire “deterministici”.

Ed è esattamente ciò che accade con le Awp: si autocontrollano e riadattano le vincite per evitare, su un certo numero di partite, di pagare troppo o troppo poco essendo comunque un ciclo chiuso. Tale sistema di controllo non va ad influenzare la distribuzione di premi a breve termine, che continuano ad essere casuali (random), ma evita i problemi nel caso di diverse migliaia di partite.

 

Che dire invece dei Gratta&Vinci o delle altre lotterie in cui il giocatore non ha contezza delle grandi vincite già assegnate quando acquista un biglietto??

Che non siano le slot il gioco preferito dagli italiani lo dimostrano ad esempio numerosi studi scientifici forniti dal progetto ESPAD®Italia 2016, condotto dal Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari del CNR IFC – CNR che  ci dicono che i giochi più diffusi tra gli studenti maschi giocatori sono principalmente le scommesse su eventi sportivi (67% degli studenti), Gratta&Vinci (61%), Totocalcio e Totogol (42%). Tuttavia, sono piuttosto comuni anche il Bingo e la Tombola (35%), i giochi a carte in cui si puntano soldi (29,5%), e il Poker Texano (25%). Per il 2017 dati analoghi. In questo studio le AWP sono residuali.

Sulla stessa linea sono le affermazioni del Ministero della Salute (1° posto Gratta & Vinci/Lotto istantaneo, 2° posto Lotto/Superenalotto, 3° posto Scommesse sportive, 4° posto Poker Texano, 5° posto Altri giochi con le carte, 6° posto Bingo/Tombola, 7° posto Totocalcio/Totogol; 8° posto AWP/VLT, 9° posto Altri giochi (es. Roulette, Dadi), 10° posto Scommesse su altri eventi) nonostante l’evidenza dei dati, nonostante l’evidenza dei fatti, non vengono mai neanche sfiorate!!!!!

 

Quanto alla spesa di gioco vanno ridimensionate, e di molto, le cifre che spesso vengono riportate da articoli che fanno riferimento a studi non bene identificati. Secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche il 63,7% dei giocatori non ha superato i 10euro.

Solo nell’ultimo triennio la percentuale dei giocatori cha ha scelto slot e videolotterie è scesa di 2,2 punti percentuali (da 8,1% a 5,9%) e sono in aumento solo i Gratta e Vinci, mai toccati da alcun provvedimento nazionale o locale”.

Conclude Bernardi: “Non voglio negare e ignorare il problema (ludopatia) o meglio ‘disturbo da gioco patologico’ o GAP, ma la trasmissione non affronta nella maniera corretta questo disagio: sicuramente il settore delle AWP o New slot è quello sempre  più in risalto quando si affronta il tema GAP  ma non è l’unico esistente. Anche le lotterie nazionali e i Gratta&Vinci fanno parte di questo fenomeno con i loro 65 mila punti vendita liberi da ogni obbligo di qualsiasi autorizzazione specifica.

Oggi ci sono dei Gratta&Vinci da 20 euro e il 10elotto ogni 10 minuti, anche a 250 euro alla volta, e non mi risulta che alle slot si possano giocare ‘colpi’ da 20 euro.

Dal 1 maggio sono state ritirate il 34,9% delle AWP o Slot dei bar per il DECRETO-LEGGE 24 aprile 2017,n. 50, quindi un ridimensionamento notevole, cosa che non ha toccato tutti gli altri giochi, anzi sono nate altre lotterie istantanee.

La guerra alle sole imprese di gestione e produzione di apparecchi da gioco a piccola vincita Awp o slot dei bar deve terminare. Per noi imprenditori, per i nostri dipendenti e per le loro famiglie non ci sono più diritti? Attraverso un collaudato sistema di imposizione delle distanze e ora orari, le autorità locali hanno introdotto una serie di limitazioni e ostacoli al libero esercizio delle attività di gioco, completando un sistema regolatorio già estremamente complesso con ulteriori vincoli distribuiti a macchia di leopardo sul territorio. È da considerarsi razionale questo modo di  colpire solo un settore che in 10 anni ha dato di tassazione PREU raccolta oltre 35 miliardi alle malandate casse dello Stato?”.
Eugenio Bernardi

Consulente tecnico giuridico e imprenditore da 37 anni del gioco