“Arriva la seconda bocciatura da parte del TAR Toscana dell’ordinanza del Sindaco del Comune di Livorno in materia di limitazioni orarie, giustificata dall’insufficienza di dati certi e scientifici, a conferma di quanto dicevamo da tempo e che l’amministrazione comunale non ha mai voluto ascoltare. Con una migliore interlocuzione fra associazioni di categoria e Comune, ci saremmo potuti evitare un cospicuo dispendio di denaro pubblico per le cause legali”.

Così Raffaele Curcio, presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, commentando la notizia secondo la quale il Tribunale amministrativo di Firenze ha accolto il ricorso di alcuni gestori annullando l’ordinanza bis in materia di limitazioni orarie da parte del sindaco Filippo Nogarin.

“Se anche il tribunale conferma la mancanza di dati scientifici a supporto dell’ordinanza comunale –  prosegue Curcio – allora abbiamo la dimostrazione di quanto affermiamo ormai da anni: i provvedimenti vengono strutturati esclusivamente su percezioni e non su constatazione di situazioni reali. Inoltre l’amministrazione livornese ha precluso un dialogo con le associazioni degli operatori di settore coinvolti, al fine di addivenire all’emanazione di provvedimenti realmente efficaci per il contrasto delle patologie legate al gioco e dei soggetti a rischio, tenendo però sempre presenti i risvolti economici e occupazionali”.

Conclude quindi il presidente Sapar:” Se si intende tutelare il giocatore potenzialmente patologico, non è questa la strada corretta. È necessario un approccio culturale diverso, che si realizza attraverso le attività di formazione e informazione dei gestori ed esercenti di locali e sale da gioco e attraverso la collaborazione delle istituzioni con le associazioni di categoria. L’educazione al gioco sano e lecito non è più procrastinabile: serve una normativa nazionale che riequilibri tutto il gioco”.